Incontrato a State of the Net, Vincenzo Cosenza - alias “il mago dei numeri” in forze a Blogmeter  - racconta cosa ha scoperto delle abitudini degli italiani analizzando 70 milioni di tweet pubblicati tra gennaio e aprile 2013.

Intervista realizzata insieme con Antonio Giacomin.

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Qualcosa è cambiato: è un “uomo nuovo” e inevitabilmente diverso da ciò che era solo 5 anni fa quello che oggi entra in azienda, siede al suo posto di lavoro, svolge i suo compiti. Quando varca la porta dell’ufficio, lo fa portando in dote quella abitudine alla condivisione della conoscenza che ha fatto propria frequentando la “parte abitata della rete” – come l’ha chiamata a ragione Sergio Maistrello – vivendo ogni giorno la propria esistenza digitale su social network come Facebook o Twitter, dove raccoglie, consuma, rilancia e, sempre più spesso, produce un’infinità di idee, spunti contenuti.

E dove, nel privato, impara nuovi linguaggi e nuove regole di interazione aperti e trasparenti, che nascono per essere pubblici e condivisi. Nuovi codici di comunicazione e interazione che, come suggerisce il Venture Capitalist americano Greg Horowitt, nel momento in cui entrano in azienda creano le condizioni per la nascita di «un nuovo modello business basato su un nuovo contratto sociale». Un modo diverso di fare impresa in virtù del quale, oltre che riconoscere il talento e cercare in tutti i modi di farlo emergere e sostenerlo, «è altrettanto  fondamentale che tutti partecipino alla costruzione di un ecosistema in cui esso possa prosperare», lasciandosi alla spalle la competizione ad ogni costo.

Quindi ben venga in azienda il “dipendente aumentato”, che più o meno volontariamente si fa ambasciatore e protagonista dell’apertura e della libera circolazione delle informazioni come valori chiave nello sviluppo del business; quello che come rivela Derrick de Kerckhove, direttore del McLuhan Program in Culture and Technology, è «un information broker, un soggetto naturalmente predisposto allo scambio di informazioni utili agli altri». In altre parole, un «uomo diverso, abilissimo nel creare connessioni e che presto assumerà un ruolo sempre più importante nella comunicazione corporate, interna ed esterna».

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Sometimes ago I wrote a long article for L’Espresso (in Italian) on the amazing and mostly underestimated role of Porn Industry in the development of Internet and its technologies. The same technologies and services we use everyday when we start a videochat , watch a video via streaming or check-in on services like Foursquare.

patchenbarss300That piece wouldn’t be possible without an enlightening chat with Patchen Barss, a canadian journalist who has written about science, technology and culture for almost 20 years. In the following interview, the author of “The Erotic Engine“, describes “the powerful influence of pornography on advances in mass communication”.

enjoy.

—-

Mr. Barss, let’s start explaining why and how the Porn industry can be defined as the “erotic engine” powering (among others things) the development of internet technologies.

It’s easy to forget how terrible Internet technology was in the late 1980s and early 1990s. Expensive, unreliable connections, complicated command-line interfaces and weird connection protocols. A million things could go wrong, and even when it all worked, it was painfully slow and glitchy. Looking back, it’s difficult to believe anyone stuck with the technology long enough for it to improve.

The people who put in the work to make the Internet go in those early days often did so because the reward was pornography – first text, then images, then video. Pornography created the demand for Internet access, and also created demand for higher speeds, more reliable connections, and better interfaces. Many estimates suggest that sexual content represented as much as 80 percent of traffic on the pre-World-Wide-Web Internet.

Does this apply everywhere or is it just a US phenomenon?

Online pornography usage statistics vary from country to country, but there is no doubt that pornography had a global influence on technological development.

Is this influence still working today, when porn actors are adopting web2.0 technologies to disintermediate porn companies and sell their “products” by themselves?

Pornography has its greatest influence on new technologies – it was more influential over the early internet than today’s online sphere. Once a technology becomes fast, familiar and easy to use, the mainstream tends to take over and push pornography to the margins. This, to some degree has happened to the Internet – obviously there is still a huge pornographic presence online, but there’s now much more of everything else.

You touch on a good point, though – today’s Internet doesn’t represent the end of technological evolution. As new communications channels evolve – Web 2.0, haptics, virtual worlds – pornography and sexual content continue to exert their influence. There will always be new forms of communication that are as unfamiliar and weird as the Internet once was, and the early adopters of such technologies will almost certainly use them for sexual purposes.

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(Good) State of the Net 2013

by Alessio Jacona on 03/06/2013

C’è bisogno di qualità. C’è bisogno di sostanza. C’è (grande) bisogno di contenuti, idee, prospettive. Perché la conoscenza è potere, il potere di cambiare le cose. Anche in questo povero, vecchio, stanco Paese in ginocchio.

state of the netC’è bisogno di confronto, di testimonianze fresche, raccolte dentro e soprattutto fuori dai nostri confini.

C’è bisogno di Internet, degli strumenti e tecnologie abilitanti che essa porta in dote, tanto quanto di saperli comprendere a fondo, osservare dall’alto, da lontano. Di inquadrarli in un sistema, disporli lungo il filo di uno storytelling sapiente e capace di raccontarne passato, presente e soprattutto futuro.

C’è bisogno di sano networking consumato bevendo dell’ottimo vino a due passi dal mare.

C’è bisogno di gente capace, che sappia rendere tutto questo possibile.

C’è bisogno di  State of the Net. E se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo.

 

 Scatti da State of the Net 2013

 

Il servizio di Celia Guimaraes per Rainews24

 

State of the Net è Rock (playlist dell’evento)

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Lost in Tel Aviv

by Alessio Jacona on 02/06/2013

A fine ottobre 2012 ero a Tel Aviv con Luca per seguire il DLD. Era un momento “complicato” e avevo voglia di scrivere. Così ho cominciato a raccontare su Facebook qualcosa di quello che vedevo. Cose brevi, che ho amato scrivere, dove mi diverto a raccontare le peripezie alla dogana, una corsa unica, la visita a Gerusalemme o l’incontro con il Presidente Shimon Peres e altro ancora.

Facebook aveva inghiottito e nascosto questi racconti. Li riporto alla luce qui, nella mia casa digitale che per troppo tempo ho trascurato.

“Benvenuto”

Esco dall’aereo con tutti gli altri. Il poliziotto è alla fine di un lungo corridoio, oltre il finger.

621259_10151080046547466_1067512759_oMi vede. Mi punta. Mi aspetta. Mi ferma. Vuole il passaporto. Lo guarda: “Via gli occhiali”. “Ero ancora giovane”, dico io scherzando. Lui, un’espressione impenetrabile. “Ha un altro documento?”. Favorisco la carta d’identità. “Sarebbe un giornalista?”. Favorisco il tesserino. Non è convinto. Mi scruta. Mi riscruta. “Mi segua”, dice.

Stanza spoglia e angusta. “Apra la borsa”. Tiro fuori tutto. Macchina fotografica, obiettivi, iPad, macbook, stampate prenotazioni, sigarette, accendini, cellulare di riserva. Non li guarda né tocca. Mi scruta. 5 interminabili minuti. “Può andare”, dice.

Non gli stavo simpatico. Lo vedi che la cosa è reciproca?

Dall’alto

415625_10151080039832466_460088600_oUna luna pigra e riversa mi guarda dal cielo. O forse mi ignora, ma con classe. Ci sta. Da una terrazza splendida vedo lo skyline di Tel aviv. Qui fa buio presto la notte è scesa in fretta. Annoiata. Sbrigativa.

Aspetto. Un’ambulanza si ferma lungo la strada. Qualcuno forse ha bisogno di aiuto. Poi va via a luci spente, e raramente è un buon segno.
Soffia il vento e sa di mare, di storia. Di vite vissute che non so comprendere. La sirena di un’altra ambulanza urla lontano, ma non troppo. Riesco anche a vederla passare. Sembra di essere a Roma, Londra, Parigi, Berlino, New York.
Quando parti il mondo sembra enorme. Quando arrivi le distanze si annullano, ti accorgi che è fin troppo piccolo, allo stesso modo ferito e indifeso, in continua evoluzione.

Poi capisci: il mondo è negli occhi di chi lo guarda.

L’incrocio

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Nominate le 16 finaliste per il TNW Startup Rally

by Alessio Jacona on 26/03/2013

Riconoscere una startup di successo non è facile. Servono metodo, competenze, visione. Tutte cose che non mancano sia ai cervelloni di The Next Web, sia agli specialisti di Microsoft Bizpark, dalla cui collaborazione è nata l’iniziativa TNW Startup Rally. Quest’ultima è una competizione nata per selezionare 16 startup di valore e dare loro la possibilità di presentare il proprio prodotto di fronte al preparato ed esigente pubblico della The Next Web Conference.

Sedici nomi che vale la pena tenere d’occhio e tra i quali ho scoperto con piacere figurare anche kompany, azienda specializzata nel fornire accesso facile ed istantaneo alle informazioni aziendali per le piccole e medie imprese e professionisti in tutto il mondo, nonché ultima creatura dell’ottimo Russel Perry, mi vecchia conoscenza.

Ma bando alle ciance: ecco i nomi delle 16 finaliste corredati di città di provenienza, link al sito e breve pitch. enjoy

 

TNW Startup Rally finalists:

Drippler
From: Tel Aviv, Israel
Quick pitch: “Helping mobile users make the most of their smartphones and tablets.”
Remark: announcing news at TNW Conference

 

Guide
From: Miami, United States
Quick pitch: “Guide turns your favourite online news and blogs into videos”
Remark: announcing news at TNW Conference

 

Hubskip
From: Amsterdam, The Netherlands
Quick pitch: ‘”Hubskip, always the best price for your flight. Even after the price drops.”
Remark: Launch at TNW Conference

 

Infogr.am
From: Riga, Latvia
Quick pitch: Infogr.am is a web-based infographic creator for making, publishing and discovering illustrated data.
Remark: announcing news at TNW Conference

 

Itembase
From: Berlin, Germany
Quick pitch: ” Your personal digital inventory. itembase enables you to build the digital collection of your belongings”
Remark: announcing news at TNW Conference

 

kompany
From: Vienna, Austria
Quick pitch: “kompany empowers professionals with easy access to international business background information”
Remark: announcing news at TNW Conference

 

Monolith 
From: Tallinn, Estonia
Quick pitch: “Monolith turns consumers into shoppers and shoppers into customers”
Remark: Launch at TNW Conference

 

Marfeel
From: Barcelona, Spain
Quick pitch: “ Marfeel automatically converts any web page into the best reading experience ever.”
Remark: announcing news at TNW Conference

 

Nine Connections
From: Amsterdam, The Netherlands
Quick pitch: “Nine Connections helps you discover shareable content that increases audience engagement, by predicting what people will see and share next.”
Remark: announcing news at TNW Conference

 

Nutrino
From: Tel Aviv, Israel
Quick pitch: “ Nutrino is the world’s first personal virtual nutritionist. Nutrino creates a personalized dietary plan that is tailored to your personal needs and preferences – your goals, medical profile, and culture.”
Remark: Launch at TNW Conference

 

Peerreach
From: Amsterdam, Netherlands
Quick pitch: “ PeerReach tries to make sense out of the world we call social media by analysing, ranking and labelling people and their public messages.”
Remark: announcing news at TNW Conference

 

PoweredNow
From: London, UK
Quick pitch: “ Powered Now is a business admin platform for field service companies (electricians, builders, plumbers, although anyone could use it), making it easy to quote, bill and manage your clients and most importantly get paid – fast!”
Remark: Launch at TNW Conference

 

Sush.io
From: Paris, France
Quick pitch: “ Raw Data Made Fresh. The tailored SAP+BO experience for you, today’s entrepreneurs.”
Remark: Launch at TNW Conference

Swipe
From: Olso, Norway
Quick pitch: “Swipe is the world’s simplest, most beautiful presentation tool. The focus lies on the experience of presenting, bringing real-time interactive slideshows to any screen, anywhere in the world.”
Remark: Launch at TNW Conference

 

Tyba
From: Madrid, Spain
Quick pitch: “ Re-imagining the way young talent and companies interact.”
Remark: Launch at TNW Conference

 

Zeppelin
From: San Francisco, United States
Quick pitch: “ Zeppelin helps executives understand how their company is performing and see what is going on across their team from a single place.”
Remark: Launch at TNW Conference

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Venerdì 20 luglio a partire dalle 21 a Viterbo, in piazza del Gesù (e in live streaming qui grazie a Telecom Italia), il panel sugli “artigiani aumentati” che reinventano il futuro. Un post alla volta, vediamo insieme chi sono i panelist.

 

Chi è Eleonora Ricca: Fondatrice Vectorealism

Cos’è Vectorealism: Vectorealism nasce con l’idea di mettere a disposizione di designer e appassionati tecnologie avanzate per la produzione delle loro idee, nel modo più semplice possibile.  Vectorealism è stato creato per facilitare il lavoro a tutti i creativi, fornendo virtualmente su ogni scrivania un sistema di taglio e incisione laser professionale e un’ampia disponibilità di materiali.

I loro clienti sono professionisti, aziende o semplici appassionati di design, moda e modellismo architettonico. Con il loro sistema creano modelli architettonici, opere d’arte, gioielli, oggetti personalizzati e capi d’abbigliamento. Trovate alcune di queste creazioni sul loro blog.

 

Su Linkedin: Eleonora Ricca

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Venerdì 20 luglio a partire dalle 21 a Viterbo, in piazza del Gesù (e in live streaming qui grazie a Telecom Italia), il panel sugli “artigiani aumentati” che reinventano il futuro. Un post alla volta, vediamo insieme chi sono i panelist.

Chi è Christian Grande: classe 1972, si interessa di nautica ed automotive sin dalla prima adolescenza, frequenta l’istituto d’arte e approda alla scuola para universitaria di ca design di Modena.
La sua collaborazione con Sessa Marine inizia già dal periodo di studi, fino alla redazione della tesi finale, valutata con 110 e Lode e con oggetto le Key Light 18 e 21.
Nel 1992 nasce lo studio che si occupa di yacht e product design e che in quasi 20 anni sviluppa più di 70 imbarcazioni da diporto, tra progetti ex novo e restyling.
I numerosi riscontri ottenuti dai prodotti disegnati dallo studio, tra cui diversi riconoscimenti di primato in ambito internazionale, spingono numerose aziende di settore nautico, product e transportation a rivolgersi alla Christian Grande DesignWorks.
Attualmente la struttura in continua espansione, conta su oltre 10 collaboratori tra dipendenti e consulenti esterni, ed estende le sue competenze anche all’architettura civile e di interni, partecipa occasionalmente ad attività didattiche e divulgative nell’ambito di interesse e collabora allo sviluppo di un concetto esclusivo di bicicletta artigianale insieme al team Italia Veloce.

Cos’è Italia Veloce: Tutto nasce quando tre ex compagni di scuola, oggi adulti, vanno a rovistare in un vecchio negozio di biciclette, ormai chiuso da anni. Da quella banale visita, riaffiorano i bellissimi ricordi di quando erano bambini. La cosa che hanno sentito più naturale è stata quella di riaprire i battenti con una nuova idea e con la vecchia passione per le bici. Da qui nasce Italia Veloce, una linea di biciclette che prende ispirazione dal movimento futurista di Marinetti, Balla e Boccioni nella sua filosofia e che affonda le proprie radici nell’artigianalità più spinta e nell’eccellenza di un prodotto tipicamente italiano.

Italia Veloce si pone l’obiettivo di portare sul mercato una bicicletta dal grande valore artistico, stilistico e culturale, con la voglia di riscoprire il vero fatto a mano. Ma non solo, Italia Veloce è un modo di poter riassaporare i valori del benessere individuale e della qualità della vita, tipici della “Provincia Italiana” che tutto il mondo ci invidia. Una pedalata che significa una vita ad “impatto zero” più attenta ai risvolti eco ma che strizza l’occhio allo stile e diventa “eco-chic” per eccellenza.

Tutte le biciclette Italia Veloce sono numerate con targhette incise a mano sul prodotto, e fornite con un libretto che ne registra le caratteristiche. Esse sono poi riportabili direttamente dal cliente sul sito www.italiaveloce.it per entrare nel Registro Ufficiale che ad oggi presenta già oltre cento appassionati che potranno tracciare l’intera vita del proprio mezzo.

Il sito web www.italiaveloce.it permette, attraverso un configuratore, di creare la propria Italia Veloce, come fosse un vero e proprio abito su misura.

Su Linkedin: Christian Grande

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Venerdì 20 luglio a partire dalle 21 a Viterbo, in piazza del Gesù (e in live streaming qui grazie a Telecom Italia), il panel sugli “artigiani aumentati” che reinventano il futuro. Un post alla volta, vediamo insieme chi sono i panelist.

Chi è Alessandro Molinari: è nato a Finale Emilia Modena nel 1962. Arriva alla comunicazione seguendo un percorso atipico, sperimentale e multidisciplinare, che parte da una formazione nel campo dell’elettronica industriale, passa dalla musica, nel fecondo panorama underground emiliano negli anni ’80, e poi attraversa le varie esperienza di pioniere del web nei primi anni ’90, fotografo e videomaker. Oggi è consulente di immagine per aziende del settore design, cosmetico e moda, titolare di 00:am, una casa di produzione di idee che concepisce e gestisce progetti di comunicazione emozionale fluidi e sinergici tra i più diversi linguaggi, co-fondatore di Garagedesign, il primo atelier e webshop del design inedito.

Cos’è GarageDesign : è insieme showroom virtuale, webshop e atelier di produzione per oggetti di design inediti: un luogo-modello, in cui si incontrano chi crea progetti d’avanguardia con chi è alla ricerca di oggetti speciali da acquistare.
Giunto quest’anno a due anni dal lancio, Garagedesign continua la sua opera di talent scounting attraverso la promozione di bandi liberi, a cui ogni designer – ma anche architetto, artista, progettista in senso lato – può partecipare inviando un progetto, novità assoluta o già presentato, purché mai prodotto e lanciato sul mercato. Ottimizzando il talento della rete, attraverso un’attività di crowdsourcing, Garagedesign è una piattaforma di incontro e dialogo tra designer, artigiano e consumatore, anzi consum-attore, dal momento che, in una logica di eliminazione degli sprechi, ogni oggetto viene prodotto solo su richiesta, ad un prezzo equo, che remunera il lavoro economico “reale” e non il plusvalore di un brand famoso. In questo modello di business si intravede anche la possibilità di un prezzo flessibile in base al gradimento del pubblico, ossia un’economia di scala autogestita dai consumatori.
Data la forza innovativa del concept e dall’obiettivo di fare sistema tra i vari punti di forza del made in Italy, spesso parcellizzati e dispersi, il sistema Garagedesign ha attratto l’interesse di alcune aziende, interessate a sviluppare bandi a tema, per creare un gruppo di lavoro creativo libero ma testato. La prima collaborazione in questo senso è stata presentata al Fuorisalone 2012: 18 progetti di cucine compatte, ergonomiche ed ecologiche progettare in rete per SCIC.

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Venerdì 20 luglio a partire dalle 21 a Viterbo, in piazza del Gesù (e in live streaming qui grazie a Telecom Italia), il panel sugli “artigiani aumentati” che reinventano il futuro. Un post alla volta, vediamo insieme chi sono i panelist.

Chi è Chiara Spinelli: laurea umanistica in Storia del cinema, esperienza di creatività come copywriter e sceneggiatrice per il video, organizzatrice di eventi culturali, comunicatrice pubblica per la Scuola Normale Superiore di Pisa. Dal 2010 è project manager di Eppela, la piattaforma italiana di crowdfunding. Ama la comunicazione quando diventa narrazione di storie, persone, idee..

Cos’è Eppela“Il crowd funding o crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni.” (wikipedia)

Crowdfunding è una parola che ne contiene molte altre: crescita, idee, racconto, stimoli, confronto, progetti, cultura, rete, innovazione, socialità, finanziamento, condivisione… Eppela è la piattaforma tutta italiana dedicata al crowdfunding, on line dal maggio 2011. In un anno il team di lavoro ha raccolto circa 1100 proposte, pubblicato circa 250 progetti e portato al successo 19 idee.

Su Twitter: @chiarapeggy

Su Linkedin: ChiaraSpinelli

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