Archivio mensile:luglio 2008

TamTamy, l’enterprise 2.0 secondo Reply

Interagire, collaborare, condividere. E’ il desiderio di compiere queste tre azioni, manifestato e soddisfatto online dalla popolazione di Internet, ad aver prima favorito la nascita e poi decretato il successo di social network come facebook e MySpace.

Ora caso vuole che interazione, collaborazione e condivisione delle informazioni (tra colleghi) siano anche key elements per il successo di un’azienda. Una semplice equazione che ben spiega perché sia cosa buona e giusta importare in contesto business strumenti di comunicazione nati nella nuova Rete, realizzando la cosiddetta enterprise 2.0.

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Il corporate blog di TUI Italia

Succede raramente, ma quando scopro l’esistenza di un corporate blog italiano decente mi torna il buonumore. E’ il caso di TUI Blog, finestra sul web 2.0 di TUI Travel Italia aperta dall’azienda per creare un ponte tra sé ed “utenti, giornalisti, curiosi e chiunque voi siate”.

Dal punto di vista tecnico il blog è ben fatto: ha una grafica chiara e leggibile che saggiamente richiama la semplicità e i colori del sito ufficiale. Privo di fronzoli, è costruito sulla solida architettura di WordPress, ha i commenti aperti, consente i trackback e integra un plug-in che facilta agli utenti la condivisione dei post su vari network sociali e siti di social bookmarking.

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RidExperience.it, il corporate blog di Metzeler

Nuovo debutto aziendale nella blogosfera italiana: la Metzeler, “storica casa di pneumatici da moto”, lancia il corporate blog RidExperience.it per creare un

“moto raduno virtuale permanente, un luogo d’incontro, scambio e condivisione, una bacheca per gli appuntamenti, un salotto in cui tutti possono raccontare le proprie ride experiences, vedere foto e video, condividere prima di tutto la passione per le due ruote e per quel senso di libertà che solo il vento in faccia e l’asfalto che scorre veloce possono regalare”.

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La verità sul rapporto tra aziende e social networks

Come chi si sveglia di colpo da un incubo nel pieno della notte, molte aziende nel mondo hanno improvvisamente scoperto ed imparato a temere i social network.

Superato lo choc, un numero crescente di loro ha anche iniziato ad investire qualche spicciolo nel tentativo di farsi amici coloro che non potevano battere e fare community intorno al proprio brand o a un prodotto specifico. Qualcuno ci è persino riuscito ma, almeno secondo l’ultima ricerca pubblicata dalla Deloitte, in media i risultati sono ancora deludenti.

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Stati Uniti, Google leader assoluto dei motori di ricerca

Che Google sia il motore di ricerca più usato dai cittadini americani è cosa nota. La vera novità è che lo scorso mese di giugno l’azienda di Mountain View ha fatto meglio di sempre, sfiorando quota 70 per cento delle online search negli USA.

Lo rivela l’analisi realizzata da Hitwise Pty. Ltd, secondo cui nelle 4 settimane conclusesi il 28 di giugno, attraverso Google sono passate il 69,7 per cento di tutte le ricerche on line effettuate da pubblico statunitense. Per dare un’idea, nello stesso periodo dell’anno precedente il motorone di ricerca si era attestato su un pur eccellente 63,92 per cento.

Un successo evidentemente pagato di tasca propria dalla concorrenza diretta: sempre in giugno Yahoo! vede infatti assottigliarsi la propria fetta di mercato dal 21,31 (dati giugno 2007) all’attuale 19,62 per cento, mentre MSN search passa dal 9,85 al 5,46 per cento.

Adv online market, Google fa spese in Russia

Zao Begun è una “contextual advertising company” russa che oggi, a sei anni dalla sua creazione per mano del portale Rambler, sale agli onori delle cronache grazie all’acquisizione del solito, onnipresente, onnipotente Google.

Mountain View ha infatti annunciato che sborserà ben 140 milioni di dollaroni sonanti per assumere il controllo dell’azienda e gettare una nuova testa di ponte sul promettente mercato russo.

Amazon Video on Demand

Oggi Amazon lancia negli Stati Uniti un servizio nuovo di zecca per la vendita on line di “TV shows and movies”, nome in codice Amazon Video on Demand (AVD).

La novità principale del video store, nonché la differenza più importante con concorrenti come il blasonato iTunes store, sta nel fatto che film e programmi tv acquistati su AVD sono fruibili immediatamente via streaming, quasi si trattasse di una tv via cavo; all’attacco pratico, l’utente non deve attendere di scaricare il “prodotto” sul proprio computer per poterlo visionare.

Come riportato da New York Times, Amazon ha anche stretto un accordo con Sony in virtù del quale presto il nuovo servizio sarà fruibile direttamente sui televisori ad alta risoluzione della serie Bravia.

Infine, il lancio di AVD prevede una breve sperimentazione rivolta ad un pubblico ristretto, seguita a breve dall’apertura ad un’audience più ampio che potrà così fruire gli oltre 40 mila titoli (tra film e programmi tv) disponibili in catalogo a prezzi variabili.

Le strategie web2.0 di Webank

Ieri sera ho partecipato ad un incontro informale tra una buona fetta del management di Webank e alcuni blogger (compreso l’immarcescibile e affettuoso SuzukiMaruti). Un confronto schietto, allietato (e forse anche facilitato) dalla presenza di buon vino, per sostenere il quale l’azienda ha schierato nell’ordine:

  • Andrea Cardamone – Amministratore Delegato;
  • Adriana Piazza – Customer Acquisition & Brand Marketing Manager;
  • Carlo Panella – Customer Base Marketing Manager;
  • Frederic Defechereux – Product &Pricing Manager;
  • Vittoria La Porta -PR & Brand Reputation Manager;
  • Francesco Delucia – New Media Specialist.

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Expedia acquisisce Venere.com

Grandi manovre nel sempre più proficuo online travel market: Expedia ha infatti proceduto all’acquisto di Venere.com, travel site che indicizza oltre 29mila hotel tra Europa e Stati Uniti, incrementando così la propria directory di circa 10mila esercizi commerciali.

Il costo dell’operazione non è stato per il momento reso noto. Quel che invece appare chiaro è che Expedia (azienda fondata da Microsoft e successivamente acquisita da IAC), sta investendo pesantemente per consolidare la propria presenza in più mercati, come conferma la recente acquisizione del majority stake di Travelguru (omologo indiano di Venere.com). Un’operazione, quest’ultima, costata ben 17 milioni di dollari.