Foursquare e i “check-in furbetti”, la posizione ufficiale del co-fondatore Selvadurai

by Alessio Jacona on 24/09/2010

Foursquare è la mania del momento. Improvvisamente il bisogno difendere la propria privacy da occhi indiscreti pare passato del tutto in secondo piano, schiacciato dalla necessità impellente di usare servizi di geolocalizzazione per dire ai propri contatti “io sono qui” e, spesso, aggiungere anche dettagliate informazioni su cosa si stia facendo.

Lunedì scorso sono stato all’ambasciata statunitense di Roma, dove ho avuto il piacere di incontrare e intervistare il co-fondatore di Foursquare Naveen Selvadurai, in visita in Italia per partecipare ad alcuni eventi tra cui anche un incontro organizzato da Telecom Italia – Working capital.

Prima di scrivere un pezzo più articolato dove trattare tutti gli argomenti toccati nell’intervista, vale la pena soffermarsi brevemente su un aspetto assai discusso in queste ore:

Secondo molti, infatti, Foursquare consentirebbe troppo facilmente agli utenti di “barare” mentendo sulla propria posizione, esercitando di fatto controlli molto meno fiscali di altri servizi concorrenti. Non solo: i più smaliziati avanzano addirittura l’ipotesi che proprio a questa “tolleranza” si debba parte del successo stratosferico ottenuto dal servizio, il quale in 18 mesi ha raggiunto quota 3,5 milioni di utenti a livello globale.

Impossibile quindi non togliersi lo sfizio di chiedere lumi a riguardo direttamente a Selvadurai, quindi aspetto prudentemente che finisca l’intervista e poi vado giù secco:

«Alcuni maligni sostengono che parte del vostro successo dipende anche dalla facilità con cui si può barare nei check-in».

Naveen ci pensa su un attimo e risponde:

«Noi lasciamo che gli utenti facciano check-in dove vogliono perché crediamo ci sia un contratto sociale che impedisce loro di mentire sulla propria posizione. Se tu non sei nel posto dove dici di essere, la verità è che stai mentendo ai tuoi amici, che nell’informazione che stai condividendo non c’è nessun valore per loro. E’ come uno status update su Twitter – aggiunge – se dici che sei a Milano e invece sei a Roma è stai semplicemente raccontando una bugia». E le bugie non si dicono.

Il ragionamento è chiaro: a Foursquare si fidano dei loro utenti e fanno appello al loro codice etico per un uso appropriato e moralmente corretto della piattaforma. Se poi essere di manica un po’ più larga ha in qualche modo contribuito al loro successo – aggiungo io – allora tanto meglio, ma è solo un effetto collaterale. L’importante è che a Foursquare credono nell’onestà dei propri utenti.

O quasi. Spesso infatti fare un check-in “furbetto” significa vedersi sbeffeggiare dall’app di Foursquare mentre ci dice che il nostro telefono “pensa” (esatto, “pensa”) che noi siamo un po’ troppo lontani dal posto in cui pretendiamo di essere. In tal caso si può anche andare avanti nella procedura, però il sistema non concede né punti né badge.

«Riguardo a questo – spiega Naveen – ciò avviene perché abbiamo avuto alcuni problemi con persone che baravano dicendo di essere in luogo specifico per ottenere premi o badge. Quindi abbiamo fatto in modo che, se la rilevazione del GPS non è abbastanza accurata nel fornire la posizione, in pratica consigliamo di rifare check-in più avanti».

Chiaro e anche condivisibile.

Ma non si era detto che ci fidiamo? ; )

Risorse:

Interessante la discussione stimolata qui da Massimo Cavazzini, che ieri ha posto a Selvadurai la stessa domanda.

43 Comments 26 Tweets

{ 58 comments… read them below or add one }

Matteo Stagi 24/09/2010 at 6:01 pm

Come utente il valore maggiore lo vedo nei ‘tip’

This comment was originally posted on FriendFeed

mafe 25/09/2010 at 3:02 am

Matteo, certo, database dei posti e informazioni collegate.

This comment was originally posted on FriendFeed

Matteo Stagi 25/09/2010 at 3:05 am

E quanti, per ora, lasciano tip? Al momento davvero pochi. Se poi tutti iniziassero a farlo sarebbe pure necessario un qualche sistema di filtri.

This comment was originally posted on FriendFeed

Matteo Stagi 25/09/2010 at 3:10 am

(a riguardo è da notare che l’aggiornamento dell’app per iPhone ha introdotto la possibilità di mostrare solo i tip degli amici)

This comment was originally posted on FriendFeed

RomaEuropa FakeFactory 25/09/2010 at 7:02 am

+1 per marina sulle funzioalità future che emergono dai comportamenti anche "scorretti" delle persone e sull’importanza del poter "rompere le regole" anche perchè, forse e a mia interpretazione personale, 4sq e anche altri sistemi più che avere come obiettivo una mappa hanno come obiettivo la creazione di strati interpretativi del territorio, che sì puoi rappresentarli come mappa, ma che in più ti permettono di avere molteplici chiavi di lettura dei luoghi. e qui si apre un mondo

This comment was originally posted on FriendFeed

Matteo Stagi 25/09/2010 at 7:31 am

"strati interpretativi del territorio". Layers. Mi piace.

This comment was originally posted on FriendFeed

Fabio lalli 28/09/2010 at 10:31 am

In riferimento al post FF di Cavazzini e ai fake checkin che non fanno guadagnare badge e mayorship, va detto che va bene su iPhone e android. Ma da web app … Funziona e come e basta guardare il numero di badge guadagnati dagli italiani durante le partite di football americano e altro. Qualche tempo fa, mentre sviluppavo risquare.com ho mandato una proposta via email a selvadurai chiedendo di aggiungere al flusso xml delle api una info aggiuntiva : check-in “riconosciuto” o meno, oppure la distanza dal punto. In questo modo chi sviluppa applicazioni può decidere di gestire i dati con il peso che vuole. In questo momento invece un fake check-in, nei dati delle api, è identico ad uno valido, rendendo completamente inaffidabili tutti i dati.

Valentina Cinelli 04/11/2010 at 11:49 am

Leave a Comment

Additional comments powered by BackType

Previous post:

Next post: