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Video-intervista con Tim O'Reilly

by Alessio Jacona on 30/10/2008

Oggi su Nova24-IlSole24Ore, a pagina 7, è disponibile una mia intervista con Tim O’Reilly, fondatore e CEO dell’omonima casa editrice statunitense O’Reilly Media.

Oltre all’articolo, esiste un video dell’intervista (in inglese) realizzato con il prezioso contributo tecnico di IntrudersTV Italia e che trovate dopo il “Continua a leggere”.

Nove domande rivolte ad uno dei più autorevoli “internet guru” per capire come la crisi economica in atto stia impattando l’ecosistema del web 2.0; perché le aziende dovrebbero fare propria “l’intelligenza collettiva” insita nella nuova Rete; quale destino attende l’editoria tradizionale schiacciata dai nuovi media; quale sarà “the next big thing” e, ovviamente, per chiedere una definizione aggiornata al 2008 del termine “Web2.0” a colui che lo ha coniato ormai cinque anni fa.

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Il marketing delle idee

by Alessio Jacona on 27/10/2008

Martedì scorso ho avuto il privilegio di fare un’interessante chiacchierata con Tim O’Reilly, fondatore e CEO dell’omonima O’Reilly Media. Quello, per intenderci, che ha coniato l’ormai arcinoto (e forse un tantino abusato) termine “web 2.0″.

Tra le molte cose di cui abbiamo parlato, e che presto saranno argomento di un lungo articolo-intervista, mi preme qui segnalare l’interessante tema del “marketing delle idee”. La questione è emersa quando ho chiesto al mio ospite come è diventato quel che è oggi: come spiega lui stesso, la svolta è databile con precisione all’inizio degli anni ’90.

«Nel 1992 assumemmo un nuovo responsabile pr per il lancio del libro “The Whole Internet User’s Guide & Catalog”. Al tempo, fu proprio lui a spiegarmi – racconta O’Reilly – il principio fondamentale per cui le persone non si interessano ai libri, ma alle idee e che quindi dovevamo lavorare per vendere quest’ultime». Così facendo, la vendita dei libri, ovvero del supporto cartaceo a quelle stesse idee, si sarebbe quasi trasformato in qualcosa di molto simile ad un benefico “effetto collaterale” dell’essere “opinion leader” del settore.

Ha funzionato? Due elementi a sostegno del sì: in primo luogo, il libro “The Whole Internet User’s Guide & Catalog” ebbe un enorme successo, fu il primo testo su Internet a diventare popolare e venne presto indicato dalla dalla New York Public Library come uno delle pubblicazioni più significative del 20esimo secolo. In secondo luogo che Tim O’Reilly è diventato negli anni uno dei più accreditati divulgatori della Rete nonché un editore di grande successo.

Ciò detto, mi sembra di poter affermare che il marketing delle idee abbia funzionato alla grande.

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“E’ morto il Papa, evviva il Papa!”. Ieri ascoltavo la divertente presentazione di Saul Klein, Venture Capitalist CEO di Seedcamp, e mi è venuto inevitabilmente in mente il vecchio adagio secondo cui, per un ciclo che si chiude, se ne apre fortunatamente subito un altro.

Anche Klein, infatti, come già Martin Varsavsky o lo stesso Tim O’Reilly prima di lui, ha preso la parola per dire che sì, le cose vanno male ma tutto sommato ce la possiamo ancora cavare.

Il suo intervento si intitolava “Some thoughts on the european venture scene” e, pur dipingendo con gustosa ironia uno scenario di settore devastato dalla crisi economica, si è rivelato divertente ma un po’ ovvio. Vediamone tuttavia insieme i passaggi principali:

1) la situazione è grave, ma non è la prima volta che la tempesta si abbatte sui mercati. Basta dare un’occhiata ai dati per capire che la mazzata presa in occasione della “Bolla” nel 2001 era stata ben più pesante (Klein scrive: “We’ve fallen from greater heights”).Insomma, non disperate;

2) molte aziende oggi di grande successo, come ad esempio Apple o Microsoft, hanno iniziato la loro attività in un periodo di depressione economica. Ci sono ottime probabilità che accada ancora;

3) similarmente, molti dei marchi vincenti nel web attuale (Youtube, Mysql, Facebook e lo stesso Skype, che Klein ha contribuito a creare), sono emersi proprio dopo la famigerata “Bolla”, quanto tutto sembrava ormai perduto;

4) oggi internet è sei volte più grande che nel 2001 ed il modo in cui trascorriamo il nostro tempo navigando il web è cambiato in modo radicale grazie al successo dei social networks. La rete stessa è cambiata grazie alla crescita ed alla diffusione di tecnologie e piattaforme open source. La quantità e la qualità delle risorse gratuite oggi a disposizione dei giovani imprenditori erano impensabili solo otto anni fa. Un diverso “enviroment” in cui le opportunità di “rinascere” sono ben maggiori che in passato;

5) In Europa – aggiunge infine Klein con mio grande stupore – ci sono ancora molti soldi che aspettano di essere investiti.

Riassumendo, la crisi c’è, è grave, e di certo non è finita, ma in questo contesto c’è ancora grande spazio per le startup che abbiano un prodotto forte, innovativo ed originale. A patto che seguano le seguenti, semplici indicazioni:

– focus, don’t panic;
– bootstrap like crazy;
– make products people want;
– get paying customers;
– Cut costs. Get to break even;
– Raise enoug capital. Stay Strong.

Niente di innovativo, insomma, eppure in tempi come questi anche il semplice buonsenso diventa oro colato.

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Perché adottare i social software nelle aziende

by Alessio Jacona on 22/10/2008

“Ci sono aziende che hanno capito quali vantaggi si possono trarre dall’adozione dei social software e ne traggono vantaggio. Allo stesso modo ci sono aziende che invece non riescono a capirlo e si faranno assai male”.

- Tim O’Reilly

(In diretta dalla tavola rotonda con blogger in corso alla web2.o expo ’08 di Berlino)

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Web2.0 Expo 2008 di Berlino, Tim O'Reilly dixit

by Alessio Jacona on 21/10/2008

I keynote di Tim O’Reilly risultano sempre assai efficaci. L’imprenditore americano sa infatti bene come coinvolgere la platea fornendo idee, dati, spunti per comprendere “come dovremmo usare la forza del web 2.0”, per citare il tema centrale alla web2.0 expo di quest’anno.

Nella sostanza, durante il suo intervento O’Reilly ha sottolineato come “il web oggi abbia incontrato il mondo reale” o, meglio, si sia scontrato con esso in un momento di grave crisi che tuttavia non può essere definita “una bolla”. Almeno, non nel senso che siamo abituati a dare alla parola a partire dal 2001.

La bolla c’è e sta scoppiando, certo, ma non è più quella della New Economy. E’ una “reality bubble”, è il mondo reale che implode attraversando una crisi che ovviamente si riflette su tutto, anche sulla web industry.

E’ una tragedia? Forse no. O’Reilly ricorda infatti che periodi oscuri come questo sono ciclici e fisiologi in ogni contesto economico. Che sono anzi utili, perché favoriscono la caduta dei “rami secchi” e, dopo la tempesta, il consolidamento del settore.

La via d’uscita dalla crisi è forse lunga, ma di certo – sostiene sempre O’Reilly – passa attraverso una “strategia robusta” basata essenzialmente su due principi:

1) “work on stuff that matters” (e qui O’ Reilly elenca una lunga serie di esempi consistenti in siti e piattaforme web2.0 con finalità tutt’altro che ludiche tra cui Insteed.org, Amee.cc, Wattzon.org, Omydar,net e molti altri);
2) “create more value than you capture”.

Insomma, I tempi sono duri ma questa non è la fine. Ci troviamo anzi difronte ad una grande sfida che deve essere letta come una grande opportunità.

Per ora mi sembra tutto: ricordo soltanto che stamani ho avuto la possibilità di intervistare Mr O’Reilly insieme a Intruders TV Italia. In 20 minuti il web guru americano ha risposto a ben 9 domande che, di qui a breve, diventeranno un pezzo e una video intervista.

Stay tuned!

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In partenza per la Web2.0 Expo 2008

by Alessio Jacona on 20/10/2008

Come già anticipato, oggi Blogs4biz fa le valige e si trasferisce a Berlino per seguire dal vivo l’edizione 2008 della Web2.0 Expo.

Cercherò di dare conto degli interventi più significativi trovando contemporaneamente il tempo per fare diverse interviste, prima fra tutti quella già (faticosamente) organizzata con Mr Tim O’Reilly in persona, fondatore e CEO della O’Reilly Media nonché organizzatore della kermesse.

Restate sintonizzati.

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Verso la Web2.0 Expo 2008 di Berlino

by Alessio Jacona on 05/10/2008

Dal 21 al 23 ottobre Berlino torna ad essere anche quest’anno capitale europea della nuova Rete ospitando la Web2.0 Expo.

Per tre giorni la grande macchina organizzativa di Tim O’Reilly accoglierà infatti nel Berliner Congress Center di Alexanderstraße decine di relatori, europei e non, accorsi per intervenire su temi divisi in quattro principali categorie: Strategy & Business Models; Marketing & Community; Development; Design & User Experience.

Personalmente, segnalo fin d’ora almeno quattro interventi che intendo assolutamente seguire nei giorni della kermesse e dei quali cercherò di dar conto sul blog:

1) The Emerging Business Risks of Web 2.0 Models – Drew Bartkiewicz;

2) Niche Online Social Networks FTW – Lee Bryant

3) The Truth about Social Network Advertising (The One VCs Don’t Wan…) – Scott Rafer

4) Marketing to Online Communities: Lessons from Early Adopters – Jeff Bates

Insomma, ci vediamo lì .

Per saperne di più:

- Il programma della Web2.0 Expo 2008 di Berlino

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jonathan schwartz parla di corporate blogging con tim o'reilly al web2.0 expo di san francisco

Scorrendo la stampa online straniera ho scovato un articolo pubblicato sul News Blog di Cnet in cui si cita Jonathan Schwartz, CEO di Sun Microsystems e celebre blogger, attribuendogli la seguente affermazione: “Presto la stessa parola ‘blogging’ diventerà anacronistica”.

La frase esce durante una chiacchiera con Tim O’Reilly fatta durante il web 2.0 expo di San Francisco, ed induce l’incauto autore del post, Stephen Shankland, a titolare: “Un blogger d’eccezione preconizza la fine del blogging”.

Sono solo balle.

[Continua a leggere…]

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Berlin Web2.0 Expo, parla Tim O´Reilly

by Alessio Jacona on 06/11/2007

Ieri, primo giorno del Berlin Web2.0 Expo, il keynote più atteso era certamente quello di Tim O´Reilly. Senza fare troppi giri di parole, posso dire che l’intervento non mi ha esaltato: diciamo che non c’è stato (e forse non poteva esserci) nulla di nuovo sotto il sole. La parte più interessante la lascio riassumere all’ottimo Alberto D’Ottavi che, al contrario, ha apprezzato il talk di O’Reilly:

Tim really overcharged the audience with his strength and arguments. “Don’t think about the software, think what data are you going to manage” has been his first raccomendation, and this is crucial, because “If you don’t have a strategy for self-improving the data, you’re not a Web 2.0 company’. But if data analysis is a usual aspect for any business, the kind of observations you can collect with a Web 2.0 approach is of a higher level – usage pattern, automatic profiling and the whole, up to behavioural targeting.

Belle parole, ma non posso fare a meno di chiedermi se davvero l’audience europeo avesse bisogno di sentirsi ricordare, alla fine del 2007, l’importanza del data management and analysis.

Ad ogni modo giudicate voi: sempre Alberto ha pubblicato file audio che documenta in presa diretta la presentazione di O’Reilly. La registrazione è opera di Ulrike Reinhard.

Enjoy.

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