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WebTV – La guerra nel salotto

by Alessio Jacona on 01/10/2010

Forse non ve ne siete accorti, ma nel vostro soggiorno è in corso una guerra: uno scontro fra titani che vede contrapporsi aziende del calibro di Google, Apple, Sony, Samsung e persino Amazon, il negozio online più grande al mondo.

Oggetto del contendere è la preziosa attenzione dei telespettatori, da bombardare con il solito, onnipresente advertising. E la posta in gioco è altissima, considerato che il mercato pubblicitario televisivo globale vale 180 miliardi di sonanti dollaroni.

webtvL’obiettivo ambizioso è riuscire a portare sul vostro televisore HD nuovo fiammante il mare magnum di contenuti video presenti in rete, renderli fruibili attraverso un semplice telecomando e – ovviamente – erodere consistenti fette di mercato a media tradizionali.

Ci hanno già provato, ma senza successo: negli ultimi dieci anni abbiamo visto nascere e morire diversi progetti per rendere Internet fruibile dalla tv. Oggi però le condizioni sono diverse: nelle case ci sono banda larga, copertura wi-fi e televisori digitali hd, mentre la rete è ricolma dei contenuti video più diversi, ospitati o aggregati da piattaforme e servizi come YouTube, Vimeo, Hulu, Blip.tv o Boxee. Abbondano anche i set top box, ovvero le scatoline che fanno da tramite tra televisore e web, affiancati da console con funzionalità simili come PS3 e Xbox.

I tempi sembrano insomma maturi affinché il web sbarchi nel televisore, come conferma l’ormai prossima discesa in campo di Google con la sua “Google tv”, e la sfida diretta che essa rappresenta per la Apple TV. Sfida interessante perché culmina nel confronto tra due filosofie opposte: la soluzione completamente chiusa e strettamente controllata proposta dall’azienda con la mela, contro il modello completamente aperto proposto da Google.

Vedremo come andrà a finire. Intanto vale la pena citare Jack Schofield, secondo il quale sarebbe la scelta del terreno di battaglia a essere sbagliata: in un mondo dove abbondano gli strumenti per la fruizione dei contenuti video (computer, smartphone, tablet, ecc.), gli utenti sono ormai abituati a vedere ciò che vogliono quando e dove più gli aggrada. Il salotto ha insomma perso quella centralità che aveva guadagnato negli anni ’50 e, proprio per questo, la sua conquista potrebbe non essere così determinante.

Photo: Ehavir

NOTA: questo post doveva essere il secondo box a integrazione del pezzo intitolato “La Tv fa Blip”, intervista con la co-fondatrice di Blip.Tv Dina Kaplan pubblicata oggi su L’Espresso (in Tecnologia, pg. 122-124). Dal momento che è rimasto fuori per ragioni di spazio, lo ripropongo qui.

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Paesi civilizzati

by Alessio Jacona on 30/09/2009

The UK has become the first major economy where advertisers spend more on internet advertising than on television advertising, with a record £1.75bn online spend in the first six months of the year.

The milestone marks a watershed for the embattled TV industry, the leading ad medium in the UK for almost half a century. It has taken the internet little more than a decade to become the biggest advertising sector in the UK.

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I numeri contenuti nella ricerca realizzata da Dynamic Logic parlano chiaro: gli utenti di telefonia mobile britannici sono più che disposti a visionare pubblicità sul proprio telefonino se in cambio ricevono video contenuti gratuiti.

Lo studio ha richiesto 6 settimane di indagini: l’obiettivo era valutare l’efficienza di “pre-roll mobile ads” veicolati attraverso il gestore di telefonia mobile O2 ed ha coinvolto 600 persone tra uomini e donne con età non inferiore a 16 anni. Tra i brand coinvolti figuravano anche Citroen ed LG, “comunicati” attraverso spot di 15 secondi targettizzati per età e sesso.

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Se vi state chiedendo quanto varrà nel 2008 il “worldwide internet advertising market”, ho buone notizie per voi: nell’anno in corso il giro d’affari della pubblicità online dovrebbe infatti attestarsi sui 65,2 miliardi di dollari, pari a circa il dieci per cento degli investimenti totali in advertising pianificati su tutti i media.

Un quadro allettante che, dicono gli analisti, migliorerà ancora nel breve periodo: si prevede infatti una crescita annuale degli investimenti pari al 15-20 per cento fino a raggiungere quota 106,6 miliardi di dollari nel 2011, quando l’online advertising rappresenterà oltre il 13,5 per cento del mercato pubblicitario.

Lo rivela uno studio realizzato da IDC’s Digital Marketplace Model and Forecast.

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