by Alessio Jacona on 16/12/2009
“L’Internet mobile cresce molto più velocemente di quanto non siano cresciute in passato le connessioni da rete fissa e crediamo che, entro 5 anni, il numero di utenti collegati alla Rete in mobilità con device portatili supererà le connessioni via desktop”.
Quello appena citato è solo uno dei sette temi chiave intorno ai quali ruota “The Mobile Internet Report”, una corposa ricerca appena pubblicata dalla Morgan Stanley e dalla quale si evince che il futuro della Rete – almeno secondo gli analisti della banca d’affari – è nella fruizione della Rete tramite dispositivi mobili.
Prima ancora della mole di dati fornita nel rapporto, a colpire è tuttavia la modalità adottatta nella sua distribuzione al pubblico: The Mobile Internet Report” è infatti disponibile gratuitamente alla consultazione in Rete in tre diverse edizioni, corrispondenti ad altrettante presentazioni in formato pdf rispettivamente da 92, 424 e 659 pagine.
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by Alessio Jacona on 08/12/2009
Anche quest’anno ho fatto i bagagli e mi sono messo in viaggio per Parigi (ho l’aereo tra un’ora). Nei prossimi due giorni seguirò Leweb edizione 2009, la kermesse organizzata da Loic e Geraldine Le Meur che, a mio modesto avviso, è a tutt’oggi il più importante appuntamento annuale a livello europeo per discutere e sentir discutere della Rete, dei suoi utenti e del loro futuro.
Il tema di quest’anno è il Real-time web.
Con me ci saranno anche Livia, Luca e Andrea.
Nel caso, ci vediamo lì.
by Alessio Jacona on 07/12/2009
Rendere Facebook una “territorio digitale” sempre più sicuro per i suoi abitanti è oggi un task complesso e di primaria importanza per il management di Facebook, dal cui successo dipende in buona misura il futuro stesso del popolare social network americano. Un obiettivo che, come spiega su The Facebook Blog il direttore della European public policy Richard Allan, deve essere perseguito con l’aiuto di tutti perché “only by working together can all of us stay safe online.”
Proprio in quest’ottica oggi Facebook ha annunciato la creazione di un Global Advisory Board per la sicurezza online costituito da cinque organizzazioni di rilievo internazionale. Un vero e proprio comitato di saggi assieme al quale l’azienda intende costruire nuove e più efficaci iniziative mirate a rendere Facebook un posto sempre più sicuro per i suoi (a oggi) oltre 350 milioni di utenti.
Le associazioni coinvolte nella creazione dell’advisory board sono Childnet International, The Family Online Safety Institute, Common Sense Media, ConnectSafely e WiredSafety.
Scrive Allan, rispetto al loro coinvolgimento:
“This group of five leading Internet safety organizations from North America and Europe will consult with us on online safety issues. One of our first projects together will be to overhaul the safety information that’s available to you from the Facebook Help Center so that the resources are more comprehensive and include content that’s specifically tailored to the needs of parents, teachers and teens”.
Non una rivoluzione, ma di certo un primo importante passo verso la creazione di regole e strumenti per garantire la sicurezza online di tutti, specie dei più giovani.
by Alessio Jacona on 25/11/2009
Grazie alla segnalazione di Luca recupero e rilancio la splendida infografica con cui Jonathan Gosier, software developer, scrittore and social entrepreneur ugandese, ha magistralmente riassunto e strutturato molti e interessanti dati sullo stato e sulle prospettive della Rete nel continente Africano.
Alcuni elementi che saltano subito all’occhio: nel 2009, ogni cento utenti internet solo 4 risultano essere africani. Per avere un termine di paragone, basti sapere che 42 sono asiatici, 24 europei e 15 americani.
Il secondo dato di interesse è che il 90% delle connessioni a banda larga domestiche rilevate nell’intero continente sono concentrate i sole cinque nazioni: Sudafrica, Algeria, Egitto, Marocco e Tunisia. Il terzo è che dal 2000 a oggi, l’uso di Internet in Africa è cresciuto del 1359,9%.
Infine un’ultima, preziosa informazione: nei prossimi 2 anni investimenti per due miliardi di dollari porteranno connettività pari a 12 Terabits nella regione.
Se volete immergervi nella consultazione dei grafici di Gosier, non dovete fare altro che scaricarne la versione in alta risoluzione disponibile su Flickr.
by Alessio Jacona on 26/10/2009
Stefano Quintarelli, imprenditore, informatico e blogger italiano tra i più seguiti, racconta: «Ho due figlie, una di nove e una di cinque anni, e nessuna delle due usa un computer. Alla più grande sto insegnando ad usare Scratch, un software del MIT che ti insegna a programmare come se stessi giocando con i Lego. Per la piccola ho una selezione di contenuti che tengo sull’Xbox Mediacenter e le lascio guardare quelli. Andando avanti nel tempo vedremo cosa altro far fare loro».
Quintarelli ha paura della rete? «No: penso semplicemente che sia bene stare vicino ai figli e penso che sia giusto beccare i delinquenti quando sono on line. In altre parole sono a favore dell’anonimato protetto (dove l’utente è rintracciabile dalle autorità in caso di illecito) e contro l’anonimato totale. Anzi, mi sto adoperando affinché l’anonimato protetto diventi un dato di fatto prima che mia figlia sia grande, così molti problemi saranno risolti.»
E per coloro che di computer e Internet non sanno nulla ma hanno dei “figli digitali” da seguire ed educare, Quintarelli ha un consiglio molto semplice: «State vicino ai vostri ragazzi mentre vanno su internet e, se non capite qualcosa, fatevi spiegare da loro».
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Questa breve intervista è parte dello speciale “Bambini a più dimensioni” pubblicato su Nova24 del 14 maggio. Per consultare il resto dell’inchiesta, segui i link di seguito
Vedi anche:
- Il pezzo d’apertura dello speciale “Bambini a più dimensioni”
- David Weinberger: “Educare i figli a discernere il vero dal falso”
- Dave Sifry: “Tutto resterà per sempre documentato in Rete”
- Yossi Vardi: Dare ai giovani accesso alla rete e un codice etico per gestirla
- Doc Searls – Tenere i bambini lontano dalla tecnologia il più a lungo possibile
- Joi Ito – Non dobbiamo creare analfabeti digitali
- Maryssa Mayer – Internet porta in dote più benefici che rischi
- Chris Anderson – Navigazione protetta e accesso alle fonti di informazione come Wikipedia
- Marten Mikos – Lasciare che i figli imparino ad affrontare i problemi da soli
by Alessio Jacona on 23/10/2009
by Alessio Jacona on 16/10/2009
Per Joi Ito, imprenditore, venture capitalist e presidente di Creative Commons, la questione è semplice: «Internet fa bene ai vostri ragazzi. Essi non possono e non devono restarne tagliati fuori perché navigare, partecipare alla vita di relazione nei social network, imparare a fruire e discernere le informazioni disponibili on line, sono comportamenti alla base di un fondamentale percorso di alfabetizzazione digitale senza il quale non sarebbero in grado di sopravvivere nel futuro.
E anche se gli adulti spesso non capiscono nulla di cosa sia o non sia la rete, i nostri ragazzi sono invece assai svegli, molto più di quanto pensiamo: quella odierna è la prima generazione di genitori i cui figli sono tecnologicamente più competenti di loro. Proibirgli l’uso del computer e di Internet – avverte Ito – non solo sarebbe dannoso, ma causerebbe il loro odio e distruggerebbe la loro stima nei vostri confronti.
Serve invece impegnarsi nella costruzione di un rapporto basato sulla reciproca fiducia».
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Questa breve intervista è parte dello speciale “Bambini a più dimensioni” pubblicato su Nova24 del 14 maggio. Per consultare il resto dell’inchiesta, segui i link di seguito
Vedi anche:
- Il pezzo d’apertura dello speciale “Bambini a più dimensioni”
- David Weinberger: “Educare i figli a discernere il vero dal falso”
- Dave Sifry: “Tutto resterà per sempre documentato in Rete”
- Yossi Vardi: Dare ai giovani accesso alla rete e un codice etico per gestirla
- Doc Searls – Tenere i bambini lontano dalla tecnologia il più a lungo possibile
- Maryssa Mayer – Internet porta in dote più benefici che rischi
- Stefano Quintarelli – Stare vicini ai figli e navigare con loro
- Chris Anderson – Navigazione protetta e accesso alle fonti di informazione come Wikipedia
- Marten Mikos – Lasciare che i figli imparino ad affrontare i problemi da soli
by Alessio Jacona on 12/10/2009
«Internet è il più potente strumento di comunicazione mai posseduto dall’uomo. Bisogna insegnare ai ragazzi come usarlo dando loro innanzitutto un solido sistema di valori con cui poter misurare le proprie azioni».
Per Yossi Vardi, storico imprenditore della rete, «il controllo brutale non è un modo efficace di proteggerli perché non educa e perché, in ogni caso, non c’è modo di monitorare tutti». Eppure spesso proibire è l’unica opzione possibile agli occhi quei genitori che la rete non la conoscono affatto. Per fortuna, «sono sempre di più genitori che conoscono internet e sanno come usarla. Sono certamente molti di più di dieci anni fa e la situazione non può che migliorare».
Ma la rete – si chiedono i genitori italiani – rende i loro figli più intelligenti o più stupidi? «Enormemente più intelligenti, preparati, curiosi, capaci di esprimere se stessi. Una generazione completamente differente e nata in un momento storico – quello della comparsa di Internet – che fra cento anni verrà di certo identificato come un altro dei punti di svolta nell’evoluzione della razza umana, alla stregua dell’invenzione della stampa, o della scrittura stessa».
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Questa breve intervista è parte dello speciale “Bambini a più dimensioni” pubblicato su Nova24 del 14 maggio. Per consultare il resto dell’inchiesta, segui i link di seguito
Vedi anche:
- Il pezzo d’apertura dello speciale “Bambini a più dimensioni”
- David Weinberger: “Educare i figli a discernere il vero dal falso”
- Dave Sifry: “Tutto resterà per sempre documentato in Rete”
- Doc Searls – Tenere i bambini lontano dalla tecnologia il più a lungo possibile
- Maryssa Mayer – Internet porta in dote più benefici che rischi
- Stefano Quintarelli – Stare vicini ai figli e navigare con loro
- Chris Anderson – Navigazione protetta e accesso alle fonti di informazione come Wikipedia
- Marten Mikos – Lasciare che i figli imparino ad affrontare i problemi da soli
by Alessio Jacona on 09/10/2009
Dave Sifry, imprenditore, blogger e fondatore del motore di ricerca per blog Technorati, racconta la sua originale ricetta per gestire l’approccio dei suoi giovanissimi figli alla Rete:
«Ho due figli piccoli di cinque e nove anni. Per ora lascio che la più grande usi internet come strumento di ricerca per la scuola e come mezzo di comunicazione (via mail) con le amiche. Da fotografo, mi preoccupa soprattutto che i miei figli possano condividere on line immagini senza la necessaria consapevolezza.
Credo, infatti, che le persone non riflettano abbastanza sulle reali implicazioni dell’avere foto dei loro giovani figli pubblicate on line. Allo stesso modo penso a quante cose imbarazzanti i bambini siano capaci di pubblicare on line senza comprendere che tutto resterà per sempre documentato in rete, facilmente ricercabile attraverso un motore di ricerca anche fra 20, 30 o 40 anni.
Per questo mi assicuro che i miei non spargano in rete dati sensibili. L’altra faccia della medaglia – conclude – è che sto costruendo un archivio digitale multimediale per documentare puntualmente la storia della mia famiglia e, un domani, dare la possibilità ai miei ragazzi di condividere consapevolmente on line le foto e le informazioni sulla loro prima gioventù che riterranno più opportune».
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Questa breve intervista è parte dello speciale “Bambini a più dimensioni” pubblicato su Nova24 del 14 maggio. Per consultare il resto dell’inchiesta, segui i link di seguito
Vedi anche:
- Il pezzo d’apertura dello speciale “Bambini a più dimensioni”
- David Weinberger: “Educare i figli a discernere il vero dal falso”
- Yossi Vardi: Dare ai giovani accesso alla rete e un codice etico per gestirla
- Doc Searls – Tenere i bambini lontano dalla tecnologia il più a lungo possibile
- Joi Ito – Non dobbiamo creare analfabeti digitali
- Maryssa Mayer – Internet porta in dote più benefici che rischi
- Stefano Quintarelli – Stare vicini ai figli e navigare con loro
- Chris Anderson – Navigazione protetta e accesso alle fonti di informazione come Wikipedia
- Marten Mikos – Lasciare che i figli imparino ad affrontare i problemi da soli
by Alessio Jacona on 08/10/2009